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È successo a Doha, in Qatar, in occasione della di Coppa del Mondo: il ginnasta russo Ivan Kuliak è salito sul podio indossando, sulla sua divisa, la lettera “Z”, ovvero il simbolo dei carri armati che hanno invaso l’Ucraina, terra natia del vincitore Illia Kovtun, premiato con lui.

Il ventenne, che si è conquistato il terzo gradino del podio nella specialità delle parallele, compiendo questo gesto ha violato il Codice di condotta della FIG (Federazione Internazionale di Ginnastica) che, ovviamente, è stata chiamata a intervenire.

Quello della lettera “Z” è un simbolo usato da chiunque voglia dare il proprio sostegno al presidente russo e alla guerra che ha intrapreso.

“Un gesto completamente fuori luogo, e brutto caso nel mondo della ginnastica. Bravo il ginnasta ucraino che non ha reagito alla provocazione. Ho chiamato subito il presidente della Federginnastica mondiale, Watanabe, loro avevano già preso nota di tutto e ovviamente lo hanno deferito alla giustizia sportiva mondiale. Un gesto inqualificabile e inammissibile. Lo sport finora sta facendo la sua parte in questa tragedia, diversi non apprezzano queste prese di posizione ma io non sono d’accordo: oggi la nostra parola deve essere a difesa di un popolo aggredito”. Queste le parole di Gherardo Tecchi, presidente della Federginnastica rilasciate ad Adnkronos.

Inoltre da ieri, lunedì 7 marzo, in seguito alla decisione presa dalla stessa Federazione per “preservare l’integrità della ginnastica, la sicurezza di tutti gli atleti e di combattere ogni forma di violenza e di ingiustizia sportiva”, tutti i ginnasti, i funzionari come giudici e arbitri russi e bielorussi, non potranno più prendere parte ad alcuna competizione internazionale.

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