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A partire dallo scorso 15 gennaio Nike avrebbe intrapreso il licenziamento dei dipendenti non vaccinati e non soggetti a particolari esenzioni. Questo quanto dichiarato da Oregonlive, secondo il quale alcuni lavoratori avrebbero già ricevuto una email di “non conformità alla politica aziendale” con conseguente termine del rapporto lavorativo.

Il brand non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali a tal proposito, ma non sembrerebbe l’unica realtà a prendere questa posizione. Infatti anche Columbia Sportswear potrebbe fare una mossa simile a partire dal 1 febbraio.

Se la notizia dovesse essere confermata e, a fronte di 120 dipendenti che hanno già comunicato la propria obiezione ai mandati di vaccinazione, Nike potrebbe andare incontro a problemi legali.

“Vogliamo passare a un modello ibrido. Come sapete, negli Stati Uniti abbiamo imposto i vaccini e abbiamo un tasso di risposta molto alto. Quindi siamo pronti a tornare in un ambiente di lavoro ibrido quando sarà sicuro”. Questo quanto affermato dal ceo John Donahoe soltanto il mese scorso, ma a quanto pare l’azienda ha cambiato subito idea.

Di certo ad oggi, gli strascichi della pandemia continuano ad incidere sui piani dell’azienda, che ha deciso di attuare una strategia di aumento prezzo retail e puntare sull’online.