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Nike chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2022 con dati inferiori alle stime: i tre mesi sono terminati il 31 agosto con vendite per 12,2 miliardi di dollari (+16%) e un utile di 1,87 miliardi (+23%).

Il direttore finanziario dl colosso Matt Friend ha parlato di tempi di spedizione raddoppiati, dai centri di produzione asiatici al Nord America, con problemi nei trasporti, insieme alla chiusura di stabilimenti in Vietnam e in Indonesia (in cui Nike produce il 30% del suo abbigliamento e il 50% delle calzature), per le restrizioni di questi Stati a causa del Covid.

In sostanza quindi di una “mancanza di offerta disponibile”. Un elemento che secondo alcuni analisti ha pesato sul titolo, che ha perso oltre il 2% a Wall Street, per chiudere poi in rialzo (+1,3%) a 159,58 di dollari.

Migliore la performance dell’utile registrato nei tre mesi, pari a 1,87 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro) contro gli 1,51 miliardi (1,3 in euro) del corrispondente quarter dell’anno precedente. Incessante la crescita dell’e-commerce (+25%), spinto soprattutto dalla crescita del Nord America a quota +43%.