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Un numero importante di persone che lavorano nel settore della vela e della nautica desidera che il settore diventi sempre più sostenibile. A rilevarlo è un sondaggio organizzato da The Ocean Race, il celeberrimo giro del mondo a vela in equipaggio, che ha inoltre sottolineato come il 90% degli intervistati ritiene che non si stia facendo abbastanza per ridurne l’impatto ambientale.

Sono stati poi identificati tre principali ostacoli al cambiamento:

  1. una mancanza di conoscenza tecnica dei materiali alternativi;
  2. la carenza di fondi per la ricerca e lo sviluppo;
  3. la preoccupazione che gli sviluppi sostenibili possano avere un effetto sulle prestazioni delle barche.

I risultati del sondaggio sono stati resi noti oggi nel corso dell’Innovation Workshop di The Ocean Race sulla cantieristica nautica sostenibile, un evento sviluppato in collaborazione con 11th Hour Racing, premier partner di The Ocean Race e founding partner del suo programma di sostenibilità Racing with Purpose.

Il terzo della serie di workshop su questo tema riunisce 100 partecipanti, tra cui costruttori e progettisti di barche, velisti, ong, università, sponsor e federazioni sportive, con l’obiettivo di affrontare le principali sfide a cui la cantieristica nautica deve mettere mano per diventare più sostenibile. Tra i partecipanti ci sono alcuni innovatori leader nei materiali alternativi, tra cui Greenboats, CompPair Technologies Ltd., Bcomp e GS4C.

Lo scopo dell’evento è  che le industrie si impegnino a collaborare a una tabella di marcia di attività che possono essere attuate immediatamente. Le azioni saranno identificate nel workshop e si baseranno sui risultati degli incontri precedenti, insieme a studi di settore.

Anne-Cécile Turner, direttore della sostenibilità di The Ocean Race ha dichiarato“La vela agonistica si è concentrata sulla velocità e sulle prestazioni per anni, ma la costruzione delle barche è ancora caratterizzata da un alto uso di materiali ed energia e una grande produzione di rifiuti. È un concetto che deve cambiare in fretta. Il mondo ha solo nove anni per dimezzare le emissioni di gas serra, per essere in linea con l’ambizione globale di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi entro il 2030 e prevenire cambiamenti climatici ancora più catastrofici. Attualmente l’industria nautica non è in linea con tale obiettivo, ma non è troppo tardi. Collaborando e impegnandoci a cambiare possiamo ridurre le emissioni e mostrare di essere un settore leader”.

Il workshop è ospitato a Lorient, in Francia, con partecipanti in presenza e online da tutto il mondo. Il laboratorio si tiene in collaborazione con la classe IMOCA (l’associazione di classe per le barche di 60 piedi che partecipano a The Ocean Race) e Eurolarge Innovation, un programma di supporto per l’industria della vela competitiva, con sede in Bretagna.

Settore velico

Essendo un settore di ridotte dimensioni, composto da aziende di piccole dimensioni, l’innovazione presenta diverse sfide. Quando è stato chiesto ai cantieri cosa li spingerebbe a creare barche più sostenibili, l’aumento della domanda da parte dei clienti è stata la risposta più utilizzata dagli intervistati.

Il 60% ritiene che sarà questa la spinta al cambiamento, seguita da una migliore selezione di prodotti sostenibili e da modifiche alle regole di regata, con la metà degli intervistati che affermano che tali fattori sarebbero determinanti. Quattro persone su 10 hanno anche citato una maggiore collaborazione all’interno del settore.

The Ocean Race ha introdotto regole specifiche per aiutare i team a essere più sostenibili. Per l’edizione 2022/23 della regata, per esempio, i team saranno tenuti a generare almeno il 30% dell’energia che utilizzano a bordo da fonti di energia rinnovabile (idroelettrica, eolica e/o solare) e potrebbe essere richiesto loro di portare a bordo attrezzature scientifiche per raccogliere dati sullo stato degli oceani.

Per le successive edizioni di The Ocean Race (2026/27 e 2030/31), l’obiettivo è quello di identificare regole praticabili per arrivare al 100% di energia rinnovabile utilizzata per gestire la vita di bordo, così come nuovi materiali di costruzione e tecnologie che abbiano un impatto ambientale minimo.