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di Sara Canali

Colmar riparte con lo sguardo aperto verso il futuro, consapevole di essere uno dei player di riferimento per la ripresa del settore neve per l’inverno 2021. In occasione della misurazione per le tute agli atleti della Slovenia, avvenuta il 26 maggio nella sede di Monza, abbiamo intervistato Giulio Colombo, ad assieme al fratello Carlo, del marchio che l’anno prossimo compirà 100 anni.

Come vi state preparando per questo nuovo slancio, dopo due anni che hanno messo in difficoltà il mondo dello sci alpino?

Stiamo continuando a fare quello che sappiamo fare: ovvero, stiamo lavorando sulla collezione FW 2022 con l’idea di portare grosse novità sia nelle collezioni sci che in quelle di originals. Questo era l’anno per rilanciarsi e per dare un segnale forte di resistenza e non solo aziendale, ma di tutto il movimento. C’è anche da dire che a compensare il segmento neve ha concorso la parte fashion che ha performato bene. Stiamo tornando ai livelli pre-Covid e la risalita è addirittura più rapida di ciò che si poteva pensare. Il 2023 sarà l’anno del nostro centenario e stiamo pensando a una serie di avvenimenti per festeggiare questo importante traguardo. Infine stiamo mettendo mano al nostro archivio storico, operazione che non è assolutamente scontat,a visto che siamo di fronte a un qualcosa di gigantesco, con molte parti cartacee, foto, filmati e capi fisici che stiamo ricatalogando.

Una ricchezza enorme quella dell’archivio visto che non racconta solo la storia di un’azienda, ma gli usi e i costumi di diverse epoche storiche. Cosa vuol dire per voi?

È un patrimonio cui attingiamo quotidianamente dal punto di vista della creatività e delle ispirazione. Abbiamo anche delle capsule pazzesche, delle collaborazioni con stilisti internazionali che rendono questo archivio davvero un qualcosa di unico. Anche nelle featuring più moderne, la prima cosa da cui i vari stilisti e designer esterni restano incantati è proprio questo incredibile archivio.

Ci fa un bilancio della stagione invernale conclusa? È stata così disastrosa?

Questo periodo è stato ovviamente difficile ma abbiamo tutti combattuto, ognuno con le proprie armi, e devo dire che abbiamo combattuto bene. Siamo riusciti a limitare i danni e abbiamo avuto risultati superiori a quelli preventivati. Questo forse perché il mercato sta premiando le aziende più solide e con più tradizione. Quando succedono queste cose, le aziende strutturate sono una garanzia, quindi siamo ottimisti per l’immediato futuro. Da oggi in poi bisogna assolutamente uscire da questo problema altrimenti diventa davvero un’incognita ingestibile. Ovviamente questi risultati sono da imputare anche ai nostri top dealer, che si sono organizzati con un loro e-commerce e si sono date da fare. La distribuzione ha lavorato bene e anche le piccole realtà hanno trovato il loro modo per andare incontro alle necessità dei clienti.

Su che aspetti si sta muovendo principalmente Colmar?

Stiamo lavorando sugli aspetti che riguardano la sostenibilità delle nostre collezioni: ogni volta che dobbiamo inserire un nuovo capo partiamo da un materiale ecologico. Questo vale sia per la collezione active che per quella originals: anche nel fashion il discorso green è diventato imprescindibile, tanto che lanceremo a settembre una capsule interamente dedicata a questo tema sotto tutti i punti di vista.

Cosa intende Colmar con “sostenibilità”?

Siamo convinti che l’aspetto della sostenibilità non possa essere solo legato ai materiali più o meno eco, ma anche alla costruzione dei capi. Se devo buttare via un capo ogni sei mesi non sto facendo un’attività ecologica. Se non lavoriamo per produrre capi di qualità – cosa che facciamo da tempo – in grado di essere usato in diverse situazioni e di durare nel tempo, allora è inutile parlare di atteggiamento responsabile. Secondo noi, nel pacchetto green rientrano più aspetti, che arrivano fino a una visione dell’acquisto molto più consapevole e sostenibile. Vogliamo davvero continuare su questo percorso, non solo per un discorso di marketing.

Parlare di produzione responsabile è più semplice nella linea Colmar active o in quella originals?

Più semplice nel segmento fashion, perché l’abbigliamento tecnico è ancora difficile da rimpiazzare totalmente in termini di performance. Bisogna far capire al consumatore che il prodotto ecosostenibile può non essere così performante come uno normale. Noi siamo attenti alla qualità e prima di arrivare con un prodotto sul mercato è necessario fare degli studi approfonditi.

Troverete l’intervista completa sul prossimo numero di Outdoor Magazine.