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Il 22 maggio gli impianti di risalita potranno ripartire. Dopo 14 mesi di chiusure, infatti, il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri consente a seggiovie, cabinovie e funivie di tornare a funzionare rappresentando così una sorta di piccola rinascita per il settore.

La stima dei danni è notevole se si pensa che il fatturato dei soli associati Anef si aggira attorno a 1,2 miliardi di euro. Di questi, nella stagione appena conclusa, è stato perso il 90%, sommato al mese di marzo 2020.

Gli indennizzi per il settore stanziati dal decreto sostegni sono pari a 800 milioni, ma i ristori per ora non sono ancora arrivati e la montagna è un settore che fatica a vedere la luce. Ma questa notizia, tanto attesa dagli operatori montani, consente al turismo alpino di ripartire e di guardare con fiducia anche alla prossima stagione invernale.

Anche se, parlando di sci estivo, dobbiamo considerare verosimilmente solo Cervinia, il Passo dello Stelvio e la Val Senales, ovvero le uniche due località dove lo si pratica. Il ghiacciaio Presena dovrebbe teoricamente chiudere il 23 maggio.

Ma è un passo avanti importante per tutte le altre attività estive che riguardano il trekking e la bicicletta, ma soprattutto un’occasione per tornare a dare lavoro a manodopera specializzata, oltre che ad attività ricettive e sportive e tutto ciò che gli impianti di risalita e la loro attività mobilitano.