Il motovelodromo Fausto Coppi di Torino verrà nuovamente aperto alla cittadinanza. La conferma è arrivata direttamente dalla sindaca Chiara Appendino su Facebook, dove ha parlato del progetto di recupero della struttura, che per anni è rimasta in un completo stato di abbandono.

Due anni fa abbiamo approvato un atto che permetterà a questo spazio di rinascere, di mantenere la sua storicità, di fare sport e continuare a coinvolgere anche il comitato che in questi anni di abbandono ha comunque continuato a occuparsene“, ha spiegato la sindaca.

Inaugurato nel 1921, il motovelodromo per anni ha ospitato gare di ciclismo su pista, motociclismo, calcio e rugby. Non sono mancati eventi musicali, lirici, fiere e mercati. La struttura subì gravi danni durante i bombardamenti del 1942 e fu ricostruita nel 1947 secondo il progetto originale. Dal 1994 è stato posto sotto tutela da parte della soprintendenza, che lo ha dichiarato di interesse particolarmente importante.

Celebre per gli appassionati di ciclismo l’arrivo vittorioso di Saronni nel motovelodromo nell’edizione della Milano Torino 1982.

Sport a 360 gradi nella nuova struttura

Il motovelodromo tornerà dunque a essere un luogo attrattivo per tutti i torinesi. La struttura, sottoposta anche ai vincoli della soprintendenza ai Beni Culturali, avrà una vocazione prevalentemente sportiva.

Tornerà il ciclismo, vocazione originaria dell’impianto, ha detto Fabrizio Rostagno, amministratore di Padel M2 società che gestirà la struttura “ma sarà anche sede di altri sport. Dall’atletica al calcio, dal padel al beach volley, lasciando ampio spazio alle attività outdoor, che mai come in questo periodo sono diventate fondamentali“.

L’assessore all’Urbanistica e al Patrimonio di Torino Antonio Ilaria ha aggiunto: “Il suo recupero sarà attento, rispettoso dell’impianto e della sua storia. Naturalmente con un occhio al futuro, di riutilizzo sportivo senza dimenticare molti altri tipi di eventi.

Il bando

La Padel M2 ha vinto nel febbraio del 2020 il bando per la concessione della struttura per 60 anni, staccando un assegno da 350 mila euro.

Nei 24 mila metri quadrati della struttura dovrebbero esserci sei campi da padel, un campo da calcio a otto convertibile in uno da rugby, campi da beach volley, piscine, piste di atletica, bar e punti ristori e naturalmente l’anello per le biciclette.