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Prowinter 2021 è entrato nel pieno della sua agenda e, dopo una prima parte dedicata allo Ski Rental Summit, è proseguito con un incontro dedicato interamente al mondo dello scialpinismo. La ricerca condotta da Skimo Summit ha messo in luce, ancora di più, quanto quello dello skialp sia un trend in forte crescita. Alla base c’è la voglia da parte degli utenti e consumatori di fare attività in natura, mantenere le distanze e coltivare il benessere fisico.

La ricerca ha interessato 80 negozi italiani, che rappresentano circa il 25% del totale stimato. A loro è stato inviato un questionario online di 10 domande, funzionali a creare una panoramica del segmento.

Chi ha trattato lo scialpinismo quest’anno sono stati sia negozianti puri (50%) che ibridi o solo dedicati al noleggio (per il restante 50%), quindi un’equa divisione tra le realtà. L’82% delle attività intervistate lo fa da più di cinque anni, confermandosi dunque esperti della materia. Il 93,9% ha dichiarato di aver osservato il settore in crescita negli ultimi anni, con una forte impennata nell’ultima stagione.

La rimanenza di magazzino a fine febbraio ha diviso i negozianti tra chi disponeva ancora di 20% del materiale (48,7%) e chi invece si trova ad aver venduto tutto. Altro punto comune riconosciuto dagli intervistati è che quest’anno si siano avvicinati molti nuovi clienti, ma difficilmente non sciatori: una media equilibrata tra sciatore di buon livello e di basso livello, ma comunque già capaci di sciare. Seguono le ciaspole e infine l’escursionismo invernale.

Per quanto riguarda la vendita, l’80% ha coinvolto la triade attacchi sci e pelli, il 40% ha riguardato gli scarponi, il 20% l’abbigliamento e meno del 10% i dispositivi di sicurezza.


Diverse le voci che sono intervenute nella prima parte dello Skimo Summit, tra negozianti e aziende:

Maico Gallina di SportMarket, Cornuda (TV): “È stata una stagione difficile, ma per lo scialpinismo si è trattata di un’opportunità unica, che ha avvicinato molte persone a questo mondo. Il noleggio è stato fondamentale, non solo per far provare questa disciplina, ma soprattutto in ottica di prospettiva per il futuro, per avere un mondo che continuerà a crescere. Tra chi ha provato, almeno l’80% ha dichiarato di voler acquistare. Da quest’anno abbiamo deciso di investire di più nel settore visto che, questo comparto, è servito molto a noi negozianti per tenere alto l’entusiasmo di vivere il mondo della neve. Ci siamo trovati con numeri oltre alle aspettative. La speranza è di mantenerli buoni per il futuro. Abbiamo cercato di fare anche degli eventi nei limiti delle possibilità per avvicinare anche i ragazzi a questa disciplina”.

Matteo Massardi di Gialdini Sport, Brescia: “Anche da parte nostra la stagione di scialpinismo è stata molto positiva. Sono quasi 30 anni che lo trattiamo quindi non è una novità, ma questi sono numeri che nessuno si sarebbe aspettato. Il neofita si sta avvicinando, non tanto della montagna, ma allo scialpinismo. Tanti sciatori da pista. Sarà interessante vedere l’anno prossimo le ripercussioni di queste vendite: probabilmente ci sarà un mercato dell’usato da tenere sotto controllo e da valutare. Per gli anni a venire vedo un trend in crescita, ma il boom di quest’anno sarà da ridimensionare”.

Alessandro Costa, sales manager per l’Italia di K2: “Da un decennio K2 ha un portafoglio di prodotti alternativi alla pista che sono sempre stati considerati fanalini di coda. Invece quest’anno il boom di ciaspole, sci di fondo e skialp ha ribaltato la situazione. L’azienda è stata visionaria: quest’estate ha deciso di aumentare molto la produzione e fino a fine gennaio siamo stati in grado di fornire i nostri negozianti. I negozianti si stanno avvicinando anche a questi altri aspetti della montagna, altri invece sono più incerti. Di sicuro non è un settore facile, la formazione deve essere fatta, ma se un negoziante ha voglia di mettersi in gioco avrà grandi soddisfazioni in questo mondo. Noi lo siamo”.

Fabrizio Fregonara di WhiteLand Ski, azienda artigianale: “Quest’anno abbiamo vissuto un’esperienza diversa: i noleggiatori hanno puntato molto sullo scialpinismo e, chi non lo aveva già inserito negli anni precedenti, ci ha dato idea di sentirsi spiazzato. Questo però è un mondo di luci e ombre: ci sono problematiche di ogni genere che si riassumono soprattutto nella consapevolezza che, negozianti a digiuno dell’argomento, non sanno come trattare questo segmento e questa attrezzatura perché lo sci alpino è molto diverso. Stessa cosa anche per il cliente finale che spesso non percepisce la differenza tra le varie categorie. È interessante il fatto che nei rent venga formata una persona per lo scialpinismo”.

Davide Marta, direttore della rivista Skialper: Questo boom è stato dovuto al lockdown e al blocco delle località sciistiche, ma penso ci fosse un germe in alcune persone che da anni osservavano un modo di andare in montagna e, forse, questo era solo lo step che serviva per convincerli a vivere questa esperienza, a fare quel passo per cambiare il proprio approccio alla montagna. C’è stata tanta gente che si è avvicinata, ma si tratta di persone già avvezze alla montagna e alla pratica dello sci. Credo che una buona percentuale, intorno al 40% se non abituali, diventeranno scialpinisti, magari con una predilezione per l’attrezzatura ‘ibrida’, all mountain, che può essere usato sia in pista che fuoripista. Quest’anno il 57% ha detto che non avrebbe rinunciato alle proprie spese di scialpinismo: questo ci fa capire che tale tipologia di pubblico ha una buona disponibilità di spesa”.

Piero Culturi, general manager di Burton: “Il nostro settore è stato sicuramento il più penalizzato, ma il resto degli altri sport e quello che sta succedendo (con tutte le persone che si stanno avvicinando all’outdoor e agli sport attivi) ci dà una buona prospettiva per il futuro. Si tratta di una trasformazione di questa accelerazione del mondo digitale sia strumenti, con aziende che hanno dovuto adattare le proprie forze vendite, sia nel mercato dell’e-commerce. Il Covid ha fatto accelerare tale processo, tant’è che abbiamo visto aziende adattarsi al 100% alle nuove esigenze del consumatore, che oggi è il vero protagonista. Tutto quello che è diventato innovativo non potrà più tornare indietro: ormai la digitalizzazione è partita e sta a noi cercare di adattarsi il più possibile. Con le splitboard abbiamo avuto un super incremento e sono convinto che l’anno prossimo chi ha iniziato questa strada la continuerà. È un trend che sarà da seguire. Inoltre, se è vero che il nostro continente ha vissuto una situazione molto critica, in altri Paesi dove sciare è stato possibile si è assistito a un’accelerazione e un ritorno alla natura e agli sport outdoor, soprattutto a livello giovanile. Questo è un segnale assolutamente positivo”.