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Una notizia che non vorremmo mai voluto scrivere, l’ennesima di questo inverno così strano. Il freerider professionista Luca Pandolfi ha perso la vita nella valanga che lo ha travolto e ucciso nel pomeriggio di mercoledì 17 marzo, in un canalone sopra Flassin, a Saint-Oyen.

Originario di Asti, 47 anni, si era misurato con alcune tra le sfide verticali più impegnative al mondo, come l’Himalaya in Nepal, le Ande in Perù e i monti Zagros in Iran. Beffa del destino, l’incidente mortale è avvenuto non troppo lontano da casa, ricalcando il destino di Cala Cimenti, mancato poche settimane prime.

Il Soccorso Alpino Valdostano è intervenuto in elicottero nella zona, a circa 1.800 metri di quota, attorno alle 14.30. Per individuare ed estrarre il corpo senza vita dello sciatore c’è voluto l’olfatto delle unità cinofile, poiché il suo Artva è andato perso mentre la massa nevosa lo ha investito.

Sul posto i soccorritori hanno trovato anche un altro freerider, illeso, che era impegnato nella discesa e ha assistito alla tragedia. La salma di Pandolfi è stata portata in camera mortuaria a Courmayeur.