C’è chi dice no. Lo stop deciso dal governo alla vigilia di quella che doveva essere la partenza della stagione sciistica non ferma la Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel comune di Craveggia (VCO), nell’omonima valle Vigezzo, in alta Ossola, che stamani ha ugualmente aperto il comprensorio ai non pochi appassionati giunti sul posto. “Siamo aperti e sta continuando ad arrivare gente”, afferma Luca Mantovani, amministratore delegato della società “Vigezzo & Friends” che gestisce gli impianti. “Intorno alle 8 avevamo già portato in quota con la funivia che collega la valle con le piste (e che è un trasporto pubblico locale e quindi può rimanere in ogni caso aperta) almeno un centinaio di persone”.

Una scelta dettata dalla volontà di “dare un segnale: non ci si può comportare in questo modo. Capisco perfettamente le esigenze della tutela della salute, cosa a cui teniamo ovviamente anche noi, ma non si può cambiare idea meno di 24 ore prima della riapertura”. Parole che rispecchiano il pensiero di tutti, dagli operatori del settore agli sciatori amatoriali, nel corso di queste ore.

“Noi siamo una piccola realtà e nella stagione 2019/2020 abbiamo fatturato circa 400.000 mila euro nella stagione invernale. Quest’anno non arriviamo a 27.000 euro. Si parla di ristori, ma per ora noi non abbiamo visto niente, ha aggiunto.

Le leggi non si fanno con i comunicati stampa. Venerdì ho ricevuto una comunicazione dalla Regione Piemonte che il 15 febbraio si poteva aprire e quindi mi sono attrezzato per farlo. Poi ieri sera c’è stato un comunicato stampa che non mi pare abbia validità di legge che diceva che gli impianti devono restare chiusi e io tra la legge e il comunicato stampa ho scelto la legge. Ufficialmente nessuno ci ha detto che dovevamo stare chiusi, abbiamo avuto comunicazione attraverso i social che il ministro aveva fatto un comunicato stampa. Peraltro poco fa ho ricevuto una chiamata dalla prefettura che mi ha confermato che l’ordinanza – diversa dal comunicato stampa – è uscita in questi minuti e che entrerà in vigore tra 24 ore come tutte le cose di urgenza per le leggi italiane, e quindi da domani ci adegueremo all’ordinanza.

Un Paese serio queste cose non le fa la domenica sera, non fa assumere le persone il sabato per dirgli il lunedì che non hanno più il lavoro. O per lo meno, se lo vuole fare perché ci sono motivi superiori che io non giudico, versano e poi dicono ‘State sereni, state chiusi’. E invece io domani pago i contributi dei nostri dipendenti, gli stipendi li abbiamo pagati la settimana scorsa, ai ragazzi che ho assunto sabato per venire a lavorare oggi dico di stare a casa”.

Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto”. Tuttavia – come detto – già da domani anche la piccola stazione ossolana si adeguerà alla decisione arrivata nella serata di ieri da Roma: “Non vogliamo andare contro la legge ma ci sembrava necessario dare un segnale forte, e lo abbiamo dato”.

Un commento – decisamente duro – è arrivato anche da Stefano Corsi, sindaco di Macugnaga (VCO), paese di 500 abitanti ai piedi del Monte Rosa: “Proviamo tanta vergogna dall’essere governati da simili persone”. Il paese, infatti, conta 37 km di piste che spaziano tra i 1.300 metri e i 2.000 metri. È una decisione surreale e fantascientifica, che ancora una volta ci fa capire la nulla considerazione che a Roma hanno per tutto il comparto della montagna”.

Dichiarazioni in linea con quanto affermato anche dal presidente nazionale Amsi Maurizio Bonelli e dal presidente Fisi Flavio Roda, dall’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Impianti a Fune) e da Lara Magoni, assessore al Turismo della Lombardia ed ex campionessa di sci, nonché da Corrado Macciò, presidente del Pool, in esclusiva per noi di Sport Press.

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