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Dopo il comunicato stampa diramato dal Ministero della Salute alle ore 19 del giorno prima di quello designato come “l’inizio della stagione sciistica”, l’AMSI (Associazione Maestri Sci Italiani) con il suo presidente, Maurizio Bonelli, e la Fisi di Flavio Roda fanno sentire la propria voce.

Sconcerto, incredulità e sgomento.

Centinaia di professionisti della neve legati alla Scuola Italiana Sci e tutta la filiera si sono attrezzati e organizzati con il massimo rigore, pronti ad attenersi scrupolosamente ai protocolli e vademecum previsti, investendo risorse in una stagione già di per sé drammatica. E ora, ricevendo questa ennesima battuta d’arresto, diverse le voci che si innalzano per esprimere sgomento, delusione e preoccupazione.

Il presidente nazionale Amsi Maurizio Bonelli

“La decisione del Ministro delle Salute per tempistica e modalità ci lascia esterrefatti! AMSI, l’Associazione Maestri Sci Italiani, si unisce al Collegio Maestri di Sci Italiani nel denunciare la completa mancanza di rispetto delle istituzioni verso la nostra categoria e al mondo della montagna in generale. La modalità e la tempistica di questo nuovo e ulteriore stop alla ripartenza dell’attività dei maestri di sci è un evidente segno di scarsissima attenzione verso 15.000 famiglie che vivono di questa attività e che sono ferme dal 10 marzo del 2020. Come non mai, in questo momento ci sentiamo umiliati nella nostra dignità di persone e di lavoratori professionali ai quali viene vietato il diritto al lavoro e, quindi, al sostentamento delle proprie famiglie da continue promesse rimaste tutte regolarmente disattese: ci sentiamo e siamo presi in giro! Ora ci aspettiamo il giusto e doveroso ristoro dallo Stato perché gli oltre 15.000 maestri di sci italiani, dopo tutto questo ‘tira-molla’ delle nostre istituzioni, rimarranno fermi senza lavoro per quasi 21 mesi, da marzo 2020 a dicembre 2021, se si potrà riprendere nel dicembre prossimo”.

Il presidente Fisi Flavio Roda

“Ci vogliono più serietà e più correttezza. Ancora una volta la tempistica dell’informazione sembra non aver rispetto per gli italiani che lavorano. La scorsa settimana il Cts ha dato l’ok alla riapertura delle stazioni, adesso ci troviamo alle 19.30 della sera prima della riapertura con questa ordinanza che chiude tutto. Le stazioni hanno investito molto per preparare piste, assumere personale, per organizzarsi con gli albergatori. Sono stati investiti moltissimi soldi e ancora una volta il nostro mondo viene duramente penalizzato. Solo lo sci infetta?”.