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Dopo la riunione di ieri, giovedì 28 gennaio, la Conferenza delle Regioni ha stabilito le nuove linee guida al protocollo di sicurezza, sulla base delle ultime osservazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico lo scorso 15 gennaio. Se approvate dal governo e dallo stesso Cts, l’apertura degli impianti e l’inaugurazione della stagione sciistica potrebbe realmente concretizzarsi il prossimo 15 febbraio (dopo un’indiscrezione dei giorni scorsi di Dolomiti Superski).

In sostanza il documento, che era già messo a punto a fine novembre per garantire la riapertura degli impianti di risalita in totale sicurezza anche ai non atleti, è stato integrato con due nuove indicazioni: la prima prevede la vendita degli Skipass esclusivamente online per contingentare le presenze (anche di più giorni per gli abbonamenti settimanali e stagionali) ed evitare code e assembramenti agli ingressi degli impianti; la seconda riguarda un tetto massimo di capienza per ciascuna ski area, rivista al ribasso (con una capienza massima al 50% e arrotondata per difetto).

Ovunque, a ogni modo, andrebbe assicurato il distanziamento interpersonale di un metro, anche tra nuclei familiari, conviventi e congiunti, tranne per i bambini sotto 1,25 metri di altezza e particolari necessità.

A garantire l’organizzazione, la gestione dei flussi e l’applicazione delle misure dovrebbero essere i gestori degli impianti di risalita, mentre la tutela dell’ordine pubblico e la vigilanza sul rispetto delle misure da parte delle autorità di Pubblica Sicurezza in raccordo con gli Enti locali. Nel caso di comprensori sciistici di maggiori dimensioni che si estendono oltre i confini regionali, è previsto un coordinamento delle misure di prevenzione fra le regioni confinanti.

Ricordiamo che l’ultimo protocollo prevede che per i comprensori sciistici:

  • in zona rossa permanga la chiusura
  • in zona arancione potrebbe esserci un’apertura contingentata al 50% con l’utilizzo obbligatorio delle mascherine (secondo l’Ansa di tipo Ffp2 e superiori)
  • in zona gialla potrebbe essere prevista una portata massima al 50% di cabinovie e funivie con uso obbligatorio di mascherina chirurgica, mentre nel caso delle seggiovie la portata massima potrebbe salire al 100% della capienza se sono senza cupole o con cupole alzate e con l’uso obbligatorio della mascherina chirurgica (anche eventualmente inserendola nella fascia scalda collo), altrimenti con cupole paravento chiuse scenderebbe anche questa al 50%.

A confermare l’unità di intenti è anche il ministro per le Autonomie Francesco Boccia, che ha ricevuto le linee guida e ha assicurato che saranno trasmesse “formalmente nella giornata di oggi (ieri, ndr) al Cts e al ministero della Salute chiedendo una nuova valutazione tecnico-scientifica con la massima celerità. Dopo la riunione, lo stesso Boccia ha sottolineato che lo scopo comune è quello di “provare a costruire un percorso condiviso che consenta la riapertura con la massima sicurezza entro il termine del Dpcm in vigore”.

Ora auspichiamo una rapida validazione da parte del governo, perché l’ultimo Dpcm prevede la riapertura degli impianti il prossimo 15 febbraio e occorre dare ai gestori il tempo necessario per organizzarsi a fronte di una stagione purtroppo già compromessa”, commenta Giovanni Toti, governatore ligure e vicepresidente della Conferenza delle Regioni. Il presidente Stefano Bonaccini, però, resta più cauto:Serve che cambi il provvedimento nazionale, perché ci sono i protocolli, ne sono stati anche stilati di nuovi, ma al momento non potrà aprire nessun impianto. Se la curva scenderà, spero si possa vedere al più presto qualche novità”.

Nel frattempo il presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio chiede l’emanazione di una specifica Faq “per chiarire la possibilità che i maestri di sci utilizzino gli impianti di risalita e i comprensori sciistici per allenarsi”.