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Abbiamo chiesto ad alcune delle aziende più rappresentative del mondo delle tavole un resoconto sul mondo delle splitboarding e sembra che lo scetticismo verso questo mondo sia stato superato.

Roberto Formento (Distributore – Amplid)

Quanto conta per voi il settore splitboard nel fatturato annuale?
Per ora, nel panorama generale di Boardcore, in percentuale il fatturato del mondo splitboard è ancora mimino, ma in costante e progressiva crescita.

Prevedete un aumento per questa stagione?
Soprattutto in questi ultimi mesi l’interesse per il mondo splitboard è in forte aumento, perciò non è difficile prevedere una progressiva crescita nella domanda. In questo momento la pratica dello splitboard rimane la possibilità sicura di mantenere il distanziamento, andare in montagna e praticare sport all’aria aperta.

Nel caso come pensate di procedere? Aumentando la produzione o la distribuzione (nuovi retail, online, noleggio)?
A livello magazzino siamo organizzati e pronti a venire incontro alle richieste dei nostri clienti. In questo siamo ovviamente seguiti e coadiuvati dall’amico Peter Bauer e dal magazzino internazionale.

Avete già avuto un riscontro in questo senso, con una maggiore richiesta da parte dei negozianti e direttamente dei consumatori?
Sì, in queste ultime settimane abbiamo ricevuto diverse richieste. Senz’altro è una situazione positiva, in un periodo e un contesto generali decisamente molto incerti.

Esiste una cultura intorno alla splitboard come alternativa sicura e divertente di godersi la fresca o pensate viva ancora di pregiudizi (poco performante, poco maneggevole…)?
Credo che il mondo dello snowboard e della montagna in generale sia ben informato. Anche se l’Italia è partita con un po’ di ritardo rispetto ad altre nazioni, l’interesse per la splitboard in questi ultimi due anni è cresciuto in modo esponenziale. L’evoluzione tecnica nelle tavole, negli attacchi e negli scarponi ha senz’altro contribuito.

In questo senso, avete attivato o attiverete iniziative di comunicazione legate alla promozione della splitboard come modo per stare lontani dal caos?
Noi e Amplid lo stiamo facendo sui social, con comunicazioni e informazioni quasi quotidiane.

C’è ancora chi preferisce le cascole come metodo di risalita con tavole sulle spalle. Avete pensato a un’alternativa super leggera anche per loro?
Amplid è la prima azienda ad aver affrontato l’argomento peso: con la tavola Split Milligram abbiamo vinto diversi award che qualificavano questa tavola come l’attrezzo più leggero sul mercato. Nel più totale rispetto di chi preferisce muoversi con le ciaspole, abbiamo tavole “solid” che mantengono caratteristiche molto simili in merito al peso.

Max Gionco (Responsabile Marketing – Nitro Distribution)

Quanto conta per voi il settore splitboard nel fatturato annuale?
Al momento non molto a essere onesti, ma è il settore in più forte e rapida crescita, forse anche quello in cui abbiamo investito di più a livello di sviluppo prodotto (tavole, attacchi, boots, zaini, pelli, ecc). Al di là del fatturato, lo splitboarding è sempre stato nel dna di Nitro, che ha in collezione split da fine Anni ’90.

Prevedete un aumento per questa stagione?
C’è stato un aumento esponenziale di richieste in questo preciso istante. Tutto quello pre-ordinato dagli shop in certe zone è andato brevemente esaurito e il piccolo stock che avevamo a magazzino è andato venduto in ri-assortimenti. Diciamo che c’è fame di split!

Nel caso come pensate di procedere? Aumentando la produzione o la distribuzione (nuovi retail, online, noleggio)?
Vedremo, sono discorsi che affronteremo più avanti. In generale, procederemo nel nostro “metodo classico”, cercando di lavorare sempre meglio con la nostra rete vendita locale e il noleggio è sicuramente un settore dove cercheremo di aumentare la nostra presenza con le split. L’online invece non è per noi un’opzione.

Avete già avuto un riscontro in questo senso, con una maggiore richiesta da parte dei negozianti e direttamente dei consumatori?
Seppur non lavorando direttamene con i consumatori finali, abbiamo parecchi contatti con “la base” e percepiamo un crescente interesse. Da parte dei dealer, come detto prima, l’interesse si è dimostrato con l’esaurimento delle nostre riserve di magazzino in brevissimo tempo.

Esiste una cultura intorno alla splitboard come alternativa sicura e divertente di godersi la fresca o pensate viva ancora di pregiudizi (poco performante, poco maneggevole…)?
La domanda apre un argomento troppo vasto, veramente troppo vasto. Per andare fuori dalle piste battute serve cultura, conoscenza, rispetto. Sicuramente c’è una maniera sicura di vivere la montagna, ma ci sono anche tanti pericoli. Con le vendite delle split spero che la preparazione tecnica e mentale dei consumatori vada di pari passo. Parlando invece di prodotto, le split di oggi sono dei concentrati di tecnologia nel loro insieme e sono performanti in discesa e maneggevoli in discesa.

In questo senso, avete attivato o attiverete iniziative di comunicazione legate alla promozione della splitboard come modo per stare lontani dal caos?
Sì, abbiamo una comunicazione legata ad alcuni rider che portano avanti una certa filosofia e al contempo cerchiamo di promuovere i nostri prodotti, la filosofia del backcountry e un approccio consapevole alla materia quando possibile. Ma in questa direzione ci muoveremo meglio più avanti.

C’è ancora chi preferisce le cascole come metodo di risalita con tavole sulle spalle. Avete pensato a un’alternativa super leggera anche per loro?
No, ma le ciaspole in certe situazioni possono essere una valida alternativa per affrontare le gite, senza dover acquistare una tavola specifica.

Trovate l’inchiesta completa sul n. 12 di Snowbusiness Magazine.