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28 Dicembre 2020

Sono necessarie delle modifiche alle linee guida del protocollo di sicurezza messo a punto dalle Regioni a fine novembre per consentire l’apertura degli impianti, prevista per il 7 gennaio, che slitta, presumibilmente, alla fine del mese.

È necessario primariamente riorganizzare il protocollo in base alla divisione in fasce gialle, arancioni e rosse, dunque le Regioni non si sono fatte cogliere alla sprovvista e si sono già messe al lavoro per poterle effettuare le modifiche e presentare il protocollo rivisto per la prossima settimana.

L’obiezione fatta dal Comitato Tecnico Scientifico è dovuta al fatto che “Nonostante le misure adottate abbiano determinato un rallentamento della crescita dei contagi in tutto il territorio nazionale, si deve comunque rilevare che la circolazione del virus rimane elevata, con situazioni locali che in alcuni casi destano ancora particolare preoccupazione”.

Gli impianti di risalita, ma soprattutto cabinovie e funivie, vengono considerati al pari del trasporto pubblico, rappresentando quindi un contesto rischioso, soprattutto nelle ore di punta, ed è quindi necessario che vi siano delle linee guida che ne regolino la capienza in base alle diverse zone rosse, arancioni e gialle. È importante sottolineare che, qualora il protocollo modificato venisse approvato dal CTS, si potrà procedere all’apertura degli impianti sciistici solo dopo una “rivalutazione della situazione epidemiologica”.

“Pertanto è ancora necessario adottare la massima cautela per non inficiare i risultati positivi fin qui raggiunti, continuando a richiamare a una stringente osservanza di tutte le misure idonee alla prevenzione del contagio che, oltre all’uso di mascherine in tutti i contesti in cui si potrebbero verificare assembramenti improvvisi e incontrollabili (compresi gli spazi all’aperto), al distanziamento interpersonale di almeno un metro e la accurata igiene delle mani, devono necessariamente prevedere specifiche misure scalabili in funzione dell’andamento della curva epidemiologica anche a livello locale”.

Capienza degli impianti in base alla divisione in zone

Se una regione rientra in zona gialla le seggiovie potranno essere occupate al 100%, con obbligo di indossare la mascherina chirurgica o di comunità e divieto di abbassare la calotta antivento ove presente; nel caso in cui dovesse rendersi necessaria la chiusura della calotta (per esempio per condizioni meteo avverse o temperature eccessivamente basse) dovrà necessariamente prevedersi la riduzione della capienza al 50% anche per le seggiovie, fermo restando l’obbligo di mantenere la mascherina durante tutto il trasporto. Per gli impianti chiusi (cabinovie e funivie) va operata la riduzione della capienza al 50% a cui associare sempre l’uso obbligatorio della mascherina.

Se si parla di zona arancione le misure saranno più stringenti: “La riduzione di portata al 50% già applicata per le tipologie chiuse (cabinovie, funivie, ecc) deve essere estesa anche alle seggiovie indipendentemente dall’utilizzo della calotta; dovranno, inoltre, essere previste restrizioni di uso in linea con le limitazioni alla mobilità delle persone previste dallo stesso articolo”.

Per quanto riguarda le zone rosse invece “rimane ferma la previsione di chiusura degli impianti per gli sciatori amatoriali.

Ulteriore precisazione richiesta dal CTS riguarda il contingentamento delle presenze sui campi da sci mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, tenendo conto anche delle quote degli skipass settimanali e stagionali. Diviene quindi necessario prevedere un sistema di prenotazione “che consenta una gestione strutturata del numero di utenti che possono effettivamente accedere ai comprensori sciistici e ai relativi impianti di risalita in ogni singola giornata, anche attraverso il coordinamento non solo (come già previsto) con i rappresentanti di categoria e le autorità sanitarie locali, ma anche con i rappresentanti delle strutture ricettive”.

Di conseguenza sarà fondamentale la gestione dei flussi per il controllo dello skipass o di altre tipologie di titoli di accesso. Poiché le presenti linee guida devono potersi applicare a tutti i contesti sul territorio nazionale, è necessario mettere a punto misure idonee a evitare assembramenti e a ridurre le occasioni di contatto in tutte le realtà in cui la verifica del titolo di viaggio non possa essere svolta con modalità contact-less, soprattutto nei prevedibili momenti di maggiore afflusso e comunque nel corso dell’intera giornata”.