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Save the Blue Heart of Europe, questo il nome della campagna del brand americano, da sempre molto attento alla sostenibilità e alle tematiche ambientali, con cui si è unito a una comunità di gruppi di attivisti in tutta Europa per combattere quello che è stato definito uno “tsunami di dighe”, ovvero la continua costruzione di dighe sui fiumi europei.

Patagonia già nel 2018 lanciò una campagna globale per proteggere gli ultimi fiumi incontaminati d’Europa dai 3.000 progetti pianificati. A supporto di questa campagna una petizione, un sito web dedicato e non ultimo anche il documentario Blue Heart.

Save the Blue Heart of Europe, Balkan Rivers Tour, Bence River, Pindus Mountains, Albania

La campagna ha messo al centro il fiume Vjosa in Albania, di vitale importanza in quanto contribuisce, grazie al suo ecosistema, al benessere europeo. Caratterizzato da bellissimi canyon, tratti fluviali intrecciati, isole e diramazioni, e in alcuni tratti un ampio alveo largo oltre due mentre, in alcune zone, l’alveo si espande per oltre due chilometri di larghezza. Quasi tutti gli affluenti del Vjosa sono intatti e liberi di scorrere, costituendo un’incredibile rete di fiumi viventi.

Il lavoro di Patagonia non è stato vano infatti proprio questo mese il residente albanese Ilir Meta e il primo ministro Edi Rama hanno dato il loro sostegno pubblico alla tutela del fiume Vjosa, dando il loro benestare per la creazione di un Parco Nazionale del Vjosa, che garantirà il suo futuro come fiume selvaggio e lo salvaguarderà dai progetti di energia idroelettrica, diventando il più grande sito fluviale d’Europa.

Un passo altrettanto importante è stato fatto dal ministro dell’ambiente in Albania che ha rifiutato la costruzione della diga di Kalivaç, che avrebbe distrutto per sempre questo sistema fluviale unico. In tal senso si schiera anche il Segretariato dell’organizzazione internazionale Energy Community, il cui vicedirettore Dirk Buschle dichiara: “Sosteniamo pienamente il governo albanese in questa decisione. Come ha dimostrato la nostra valutazione nel caso Poçem, la qualità della valutazione d’impatto ambientale e la procedura non erano adeguate per le centrali elettriche con un impatto così massiccio sull’ecosistema del fiume Vjosa”.

Anche nella vicina Federazione di Bosnia ed Erzegovina c’è stata una svolta grazie a una campagna, sostenuta da organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo che sta guadagnando un’enorme attenzione da parte dei media locali, del pubblico e della politica. Si è espresso pubblicamente sostenendo tale campagna anche l’attore Leonardo DiCaprio, particolarmente sensibile alle tematiche ambientali e al cambiamento climatico che più volto si è esposto, producendo anche il documentario “Before The Flood”. In un incontro tra il governo della Federazione della BiH e la Coalizione per la protezione dei fiumi in Bosnia ed Erzegovina, è stata concordata la volontà reciproca di andare verso un rallentamento e alla fine un divieto totale della costruzione di piccole centrali idroelettriche. Lo ha confermato il primo ministro Fadil Novalić in una successiva conferenza stampa, nella quale ha detto: “Dobbiamo iniziare sistematicamente a modificare la legislazione in modo da non sostenere azioni dannose. Le piccole centrali idroelettriche cambiano davvero la vita nelle comunità locali, in particolare per le persone che vivono nelle vicinanze di quei territori”.