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17 Giugno 2020

Riportiamo la lettera di un gruppo di negozi indipendenti, mandata a Assosport e IOG, che lamenta una situazione che si è verificata durante il periodo di lockdown. La lettera denuncia nello specifico la politica dei prezzi on line messa in atto “da alcuni dei maggiori rivenditori di articoli sportivi, alias grossa distribuzione” (così vediamo scritto nella missiva in questione), che avrebbe danneggiato e continua a danneggiare i negozi al dettaglio.

I negozianti che si sono mobilitati per denunciare attraverso questa lettera l’accaduto sono: Sherpa – Ronco Briantino (MB), Sport Tiraboschi – Zogno (BG), Gobbi Sport – Arco (TN), La Montagna Sport – Milano, Stile Alpino – Morbegno (SO), Asport’s – Chies d’Alpago (BL), Rossi Sport – Carona (BG), Perico Sport – Nembro (BG), Gialdini – Brescia, Brasi sport – Rovetta (BG), Kappaemmesport – Ponte Selva di Parre (BG), Punto Sport – Albino (BG).

Oggetto: Attuale situazione vendita on line a prezzi incomprensibili

Buongiorno, quello che è avvenuto durante il lockdown con i prezzi proposti da alcuni siti di vendita on line è a nostro vedere gravissimo, e sappiamo tutti che è un problema che si protrae da tanto tempo, e continua tuttora. La strategia adottata da alcuni dei maggiori rivenditori di articoli sportivi, alias grossa distribuzione, è per noi inaccettabile e incomprensibile .

Abbiamo visto prezzi di uno dei maggiori marchi di riferimento di scarpe da trail scontati del 30% su modelli nuovissimi, oppure i migliori marchi outdoor e alpinismo con sconti 10-20-30% + extra 1 % .

Tutto questo quando alcuni dei brand più significativi avevano segnalato al settore distributivo di voler conservare la maggioranza degli articoli del 2020 anche nei campionari del 2021, proprio per non svendere la merce e garantire, pur con cali di vendita dovuti alla chiusura obbligata, un minimo di marginalità .

E invece queste grosse realtà, tra i maggiori attori del settore, continuano a gestire come vogliono la quasi totalità dei marchi di riferimento del comparto articoli sportivi. Non è possibile. Noi non ci stiamo.

Cosa dicono i nostri marchi, i nostri fornitori a riguardo? Devono farsi risarcire per danno d’immagine, oppure sono complici e consapevoli di tale strategia?

Questo gioco al massacro sui prezzi porta solo a deprezzare la merce creando confusione e perplessità nel cliente finale che non riesce più a distinguere tra qualità, specializzazione e merce in stock . Se poi pensiamo che addirittura quest’anno sono stati posticipati i saldi estivi, proprio non ci capiamo.

Ne vogliamo parlare ? Ci volete spiegare perché dovremmo continuare ad acquistare merce che non gode di nessuna tutela riguardo ai listini proposti o fissati dalle aziende medesime?

Siamo consapevoli che sono tempi difficili, ma se non riusciamo a trovare una soluzione comune, che garantisca una distribuzione seria dei brand di settore, con rispetto e tutela dei marchi e dei rivenditori, questo status degenererà fino a implodere, generando solo debiti e problemi per tutti.

Vi ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa vostro graditissimo riscontro.

Buon lavoro a tutti

Cordialmente

Sherpa – Ronco Briantino (MB)

Sport Tiraboschi – Zogno (BG)

Gobbi sport – Arco (TN)

La Montagna sport – Milano

Stile Alpino – Morbegno (SO)

Asport’s – Chies d’Alpago (BL)

Rossi Sport – Carona (BG)

Perico sport – Nembro (BG)

Gialdini – Brescia

Brasi sport – Rovetta (BG)

Kappaemmesport – Ponte Selva di Parre (BG)

Punto sport – Albino (BG)