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11 Giugno 2020

L’emergenza Covid-19 di fine gennaio in Cina e la conseguente chiusura dei negozi aveva portato a un crollo delle vendite di adidas dell’85%.

L’azienda ha affrontato un numero significativo di chiusure negozi, tra i 500 di proprietà e gli 11.500 in franchising in Cina. Ma anche in quelli rimasti aperti il numero di clienti si è drasticamente ridotto.

Tuttavia, anche se l’impatto futuro del virus sui suoi risultati annuali non è prevedibile, adidas sta tornando a crescere in Cina, avviando una riapertura degli store globali, in linea con le decisioni delle autorità dei diversi Paesi. A oggi, due terzi del retail network dell’azienda risultano attivi.

Anche se il traffico nei negozi rimane inferiore ai livelli di maggio 2019, gli sforzi mirati per rilanciare la vendita al dettaglio hanno portato a miglioramenti significativi. Il calo di afflusso nei negozi è stato più che compensato dall’aumento dei tassi di conversione e dalla crescita eccezionale dell’e-commerce.

In Europa, tre quarti dei punti vendita sono stati riaperti, anche se la maggior parte con orari ridotti. In Russia ha rialzato le saracinesche circa la metà dei negozi, mentre i tassi di re-opening in Nord America e America Latina sono ancora significativamente inferiori al 50 per cento.

Sulla scia della crescita dei ricavi nel mese di maggio, adidas stima ora che, nel secondo trimestre, le vendite nella Cina Continentale torneranno ai livelli dello scorso anno.