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8 Giugno 2020

Di fronte a 13 mila spettatori, grandi realtà del sistema montagna si sono confrontate per pensare alla ripartenza, pianificare il futuro e tornare a programmare. Il tutto dandosi appuntamento sulla web tv Canale Europa dove Valeria Ghezzi, presidente ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari), Andy Varallo, Presidente Skicarosello Corvara, vice-presidente di Dolomiti Superski, presidente della FIS Ski World Cup Alta Badia e ideatore del parco Movimënt in Alta Badia, e Nicola Lobbia, assessore del Comune di Asiago si sono confrontati.

Quello che ne è nato è stata una sorta di cordata dove le diverse facce della montagna si sono messe a confronto per fare sistema e dare ancora più risalto alla bellezza dei paesaggi in quota, delle suggestive cattedrali di roccia, degli scorci che si aprono sulle vallate rigogliose.

“Ho scelto di fare questo mestiere per passione – afferma Valeria Ghezzi, presidente ANEF – Il nostro è un mondo particolare, in cui tutti i lavoratori formano un’orchestra straordinaria, senza la quale la montagna soffrirebbe. Ecco perché è fondamentale che tutte le cabinovie, funivie, e seggiovie d’Italia possano ripartire quanto prima. Gli impianti di risalita sono mezzi di trasporto che permettono a chiunque di fruire dell’alta quota: senza di essi la montagna sarebbe ingiustamente esclusiva. Accedere all’alta quota vuol dire accedere a spazi immensi e, in un periodo come questo, significa anche essere al di là di ogni possibile assembramento”.

Anche l’altopiano di Asiago è pronto per la ripresa: tra i più grandi altopiani d’Europa, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria il Comune è stato in grado di dare risposte concrete alle categorie turistiche, e agli artigiani e allevatori locali, perché, come ricorda l’assessore Nicola Lobbia “fare squadra è il segreto per raggiungere l’eccellenza. In questo periodo abbiamo scelto di impegnarci ancora di più nella formazione dei giovani, grazie all’istituto superiore per il turismo montano di Asiago, che con i suoi tanti sbocchi professionali raccoglie adesioni da tutta Italia e dall’estero. Infine, attraverso importanti investimenti, abbiamo voluto garantire anche un’offerta invernale, motivo per cui diventeremo un comprensorio a 360 gradi per la prossima stagione”.

Con un piano investimenti di 90 milioni sul Dolomiti Superski – il maggiore comprensorio sciistico d’Italia con un’estensione di circa 3000 km – l’Alta Badia spalanca le sue porte a ben due nuovi impianti di risalita con una portata oraria molto elevata. “Siamo in grado – spiega Andy Varallo, vicepresidente DSS – di portare gli utenti da un punto a valle ad un punto a monte con una fluida distribuzione del traffico, evitando così file e assembramenti. Tutto il Dolomiti Superski sta lavorando all’incremento degli impianti di risalita e dei collegamenti, e molte società hanno voluto portare a termine gli investimenti iniziati lo scorso anno. Questo mostra la volontà del settore di continuare quel processo di innovazione e di continua ricerca di progresso che ci ha portati a diventare quello che siamo oggi. Il piano investimenti programmato di circa 90 milioni, infatti, ad oggi è stato confermato per ben 75 milioni, segno che la filiera intende investire, e svolge quindi un ruolo di motore trainante per la concorrenzialità dei comprensori sciistici. Per il futuro abbiamo molti progetti, tra cui quello di migliorare i collegamenti con l’Alta Badia da Cortina d’Ampezzo, Plan de Corones, e Val di Fassa”.

In questo periodo economicamente difficile, inoltre, la categoria è stata in grado di non pesare sulla disoccupazione nazionale perché – conclude Varallo – “solo alcune società hanno utilizzato la CIG in deroga e, con la riapertura degli impianti, abbiamo garantito i consueti posti di lavoro stagionali e annuali estivi”.

“C’è tanta voglia di ricominciare – aggiunge la presidente Ghezzi – ma una delle prima cose da fare è uscire dall’equivoco del weekend burrascoso dell’8 marzo. Noi impiantisti siamo il traino di una filiera importante, spegnere gli impianti significa spegnere la ristorazione, gli alberghi, le scuole di sci. E’ nostra la responsabilità socio-economica della montagna, ed è nostra la responsabilità di un uso consapevole degli impianti in tutta sicurezza”.