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27 Aprile 2020

Le conseguenze della pandemia si fanno sentire anche per adidas. A causa dello stato di emergenza l’azienda ha chiuso i negozi in buona parte del mondo, con oltre il 70% dei punti vendita attualmente fermi.

L’aumento del 35% dell’e-commerce nei tre mesi al 31 marzo scorso ha solo parzialmente bilanciato la frenata del sell-through dei prodotti: le giacenze del colosso tedesco sono, di conseguenza, cresciute del 32% a 4,33 miliardi di euro.

Un primo trimestre in negativo quindi per il brand, i cui profitti da operazioni ricorrenti sono crollati del 97% a 20 milioni di euro, a fronte di ricavi in calo del 19% a 4,75 miliardi.

Le vendite del marchio hanno perso 20 punti percentuali, mentre Reebok segna un -12 per cento. Il dato sul giro d’affari complessivo ha mancato i 4,85 miliardi attesi dal consenus Refinitiv.

Nonostante la ripresa del mercato cinese nelle prime settimane di aprile, adidas si aspetta, per il secondo trimestre dell’anno, una flessione dei ricavi ancor più marcata rispetto al Q1.

Le vendite potrebbero calare infatti di oltre il 40% a cambi costanti.

Il ceo Kasper Rorsted ha dichiarato alla CNBC che, nonostante la situazione attuale, l’industria degli articoli sportivi emergerà favorevolmente nel medio termine grazie a una maggiore attenzione alla salute e al fitness in tutto il mondo.

“L’attività fisica, appena le persone potranno uscire, penso che crescerà molto rapidamente – ha dichiarato Rorsted“A marzo abbiamo visto in Cina una crescita molto forte del nostro e-commerce, con un incremento della vendita del 35% nel trimestre e del 55% a livello globale. E la tendenza sembra continuare in questa direzione anche per il mese di aprile”