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21 Aprile 2020

Nell’attuale emergenza l’Italia è stata tra i primi Paesi che ha dovuto affrontare e gestire le conseguenze dettate dalla diffusione di COVID-19. “La nostra realtà è quindi percepita come un esempio da seguire, primo al mondo per reputazione nella gestione dell’emergenza da pandemia”, si legge nella nota diffusa da Zwan , agenzia di reputation marketing e SEMrush, piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online.

Gli studi condotti hanno preso in esame parametri differenti raggiungendo tuttavia la medesima conclusione: la reputazione dell’Italia e di come risulterà rafforzata al termine dell’attuale scenario.

La metodologia degli studi

Zwan ha utilizzato l’algoritmo del Reputation Rating. Pesa e misura le dimensioni della reputazione certificando una serie di parametri oggettivi e soggettivi per mezzo della tecnologia blockchain. Nello specifico è stata realizzata un’analisi di media intelligence, raccogliendo e confrontando il sentiment delle principali testate nazionali ed estere, dei certificati pubblici dei singoli stati (in particolare in ambito sanitario e una Web Reputation analysis. Di questo ultimo aspetto si è occupato SEMrush vagliando milioni di post condivisi sui social, rilevando il sentiment generale e la percezione in merito alla gestione dell’emergenza.

I risultati per gli Stati europei

Con la definizione dei provvedimenti socioeconomici messi in atto a partire dagli scorsi mesi, l’Italia sta di fatto tracciando le linee di condotta nella lotta alla pandemia. A seguire troviamo Corea del sud ed Estonia. La prima, facendo tesoro dello scenario del 2015 con Mers ha implementato i controlli grazie all’app “Corona 100m” e all’utilizzo di big data. La seconda sta raccogliendo i frutti della digital transformation messa in atto negli ultimi cinque anni, facilitando lo scenario attuale senza compromettere di molto la struttura produttiva del Paese. Una crescita in termini di reputazione per l’Italia, soprattutto per quanto riguarda le doti di leadership, strettamente correlate alla figura del Premier, Conte.

Buoni anche i risultati in termini di governance per quanto concerne la gestione sociale e politica dell’emergenza e del Sistema Sanitario Italiano che, gratuito e aperto a tutti si vede contrapposto ad altri stati come gli USA.

In termini di performance, nonostante la situazione di partenza e il forte indebitamento per sostenere l’economia nazionale, non ci sono riscontri particolarmente negativi sulla reputazione finanziaria del paese.

In ultimo gli stakeholder: sono le istituzioni internazionali e i cittadini stessi ad aver registrato un miglioramento sostanziale nella reputazione percepita del Paese.

Per Francia e Germania invece critiche e perplessità sulla gestione, tra lacune nei controlli e misure di lockdownn.

Cosa pensano i cittadini

In questo attuale scenario storico, i social network sono diventati il principale strumento di comunicazione, capaci di rendere immediate le notizie. Sono stati presi in esame 14.599 tweet in italiano e 1.161 in inglese, condivisi tra il 28 febbraio e il 28 marzo 2020.

Un general sentiment positivo viene letto dalle bacheche degli utenti, soprattutto per quanto riguarda le condivisioni in lingua inglese (41.09% positivo, 20.5% neutro). Così tra i tweet in italiano prevale maggiormente un atteggiamento neutrale nonostante i positivi siano comunque il triplo dei post negativi (50.3% neutri, 36.76% positivi, 12.94% negativi).

Per i tweet in italiano gli hashtag maggiormente utilizzati fanno riferimento al virus e alle restrizioni:

#quarantena _ 4.416 tweet

#coronavirus _ 2.569 tweet

#covid _ 1.078 tweet

Congiuntamente si denota comunque un certo ottimismo: sono 504 i post contenenti #andratuttobene. Così le emoji più frequenti coinvolgono applausi (1.686), pollici di approvazione (328), cuori (2.006) e bandiere e sigle italiane (663).

Tra i post in lingua inglese si denota ancora un forte interesse per il nostro paese. #Italy è utilizzato molto più frequentemente (484 tweet) rispetto a #coronavirus (369 tweet). Così Italy è il termine utilizzato con maggior frequenza rispetto la China: 1.456 contro le 165 nel periodo di riferimento.
E i simboli come bandiere e sigle legate al Bel Paese, vedono dati sensibilmente più elevati (106) rispetto ad esempio agli Stati Uniti, appena 12.

I cuori sono inoltre presenti in 100 post anglofoni, simboleggiando la speranza che si possa tornare presto alla normalità.