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É stata comunicata la lettera di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel documento viene chiesto di contemperare le diverse esigenze di cui si compone il sistema produttivo, a fronte delle decisioni assunte lo scorso venerdì sera circa le misure restrittive derivanti dall’emergenza sanitaria in atto.

“In questo contesto, mi preme ribadire l’esigenza di contemperare la “stretta” decisa con alcune esigenze prioritarie del mondo produttivo”, recita la nota.

I PUNTI TRATTATI

-disposizione di carattere generale che consenta la prosecuzione di attività non espressamente incluse nella lista e che siano però funzionali alla continuità di quelle ritenute essenziali;

-un’analoga disposizione che consenta la prosecuzione di quelle attività che non possono essere interrotte per ragioni tecniche (ad esempio, quelle riguardanti gli impianti a ciclo continuo e a rischio incidente), pena altrimenti un pregiudizio alla funzionalità dei relativi impianti produttivi, nonché la continuità di quelle strategiche per la produzione nazionale;

-l’esigenza che la prosecuzione di tali attività possa essere garantita mediante il ricorso a una procedura amministrativa molto semplificata, che faccia leva su un’attestazione del richiedente e su meccanismi di controllo ex post da parte delle autorità competenti;

-la necessità di far salve tutte quelle attività di natura manutentiva (e le relative produzioni), legate a cicli produttivi e non, finalizzate a mantenere in efficienza macchinari e impianti, in modo da non pregiudicare la capacità degli stessi di poter essere riattivati alla ripresa delle attività; analoga necessità riguarda la prosecuzione delle attività di vigilanza di attività e strutture oggetto del blocco;

– assicurare alle attività e strutture appena citate i tempi tecnici necessari dall’entrata in vigore del provvedimento, a concludere le lavorazioni in corso, ricevere materiali e ordinativi già in viaggio verso i siti produttivi, consegnare quanto già prodotto e destinato ai clienti”.

Il documento tratta poi la richiesta di flessibilità nell’individuazione delle attività essenziali mediante il meccanismo dei Codici ATECO:

-assicurare la possibilità, mediante un provvedimento ministeriale successivo al DPCM o con un’altra modalità estremamente “snella”, di ampliare o precisare i codici esclusi dal blocco;

-in ogni caso, far riferimento non solo ai singoli codici ma alle macro-classi e alle note esplicative della tabella ATECO 2007, note nelle quali sono indicate con maggior dettaglio molte produzioni rilevanti.

Infine viene ribadita l’importanza del “nodo del credito” e quindi della liquidità e la tutela delle imprese che fanno parte delle filiere internazionali.