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27 Dicembre 2019

Un momento di grande crescita, così si può definire questo il periodo che sta vivendo Nike che, dopo aver fatturato 21.000 milioni di dollari nel primo semestre, nella seconda parte dell’anno ha fatto registrare un aumento dell’utile netto del 28%, per una cifra pari a 2.500 milioni di dollari.

“Abbiamo raggiunto un altro magnifico risultato grazie ai nostri investimenti nel mondo digitale e dell’innovazione tecnologica, attraverso i quali possiamo aumentare sia la nostra competitività nel lungo termine che il vantaggio nei confronti dei nostri competitors” ha commentato Andy Campion, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario della società con sede nell’Oregon (USA).

Nel totale dei ricavi, è la vendita di calzature sportive (in particolare mondo quelle dedicate a calcio, basket e atletica leggera) quella che contribuisce da sola ad o oltre la metà dei ricavi dell’intero gruppo e rappresenta il settore maggiormente in crescita, con un fatturato di oltre 11.000 milioni di euro ed in aumento del 10% rispetto all’ultimo semestre.

Molto soddisfacenti sono state anche le vendite dei prodotti tessili, che hanno generato incassi per quasi 6.000 milioni di euro (+7% rispetto all’ultima rilevazione), e delle attrezzature da allenamento (che hanno fruttato nel complesso 700 milioni di euro).

Per quanto riguarda invece le vendite per territorio i maggiori progressi si sono registrati in Cina: gli introiti nel paese asiatico sono infatti aumentati del 21% nei primi sei mesi dell’anno fiscale (per un totale di 2.627 milioni di euro), mentre l’utile netto ha visto una crescita del 28% (pari a oltre 1.200 milioni di euro)

La principale fonte di reddito resta comunque il Nord America nonostante un aumento dei proventi arrestatosi all’1%, un risultato decisamente meno soddisfacente di quelli ottenuti nella zona Europa-Medio Oriente-Africa (+8% dei ricavi pari a quasi 4.500 milioni di euro) e in quella Asia Pacifico-America Latina (nella quale i profitti sono aumentati del 10% arrivando a superare i 2.500 milioni di euro).

Infine, gli analisti di Bloomberg hanno messo in risalto come la Coppa del Mondo di calcio femminile abbia giocato un ruolo fondamentale nei ricavi dell’azienda: la vendita delle magliette delle nazionali partecipanti è infatti triplicata rispetto al 2018, spingendo dunque Nike ad aumentare la propria presenza nel football in rosa ricalcando quanto già fatto negli ultimi anni con il basket femminile.