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22 Novembre 2019

Il 15 novembre 2019 Ambrogio Beccaria è entrato nella storia, diventando il primo vincitore italiano della leggendaria regata Mini-Transat. Si tratta della quarta volta, in 42 anni di competizione, in cui a imporsi è un navigatore non francese (gli altri due sono stati Norton Smith nel ’79, Peter De Laureyssens nel 2005 e Francisco Lobato nel 2009). Ambrogio, ventotto anni, nato a Milano, ha tagliato il traguardo dopo 13 giorni, 1 ora e 58 minuti di regata – primo in classe Serie e terzo overall – a bordo di Geomag.

“Sono troppo felice: è un sogno che si avvera dopo cinque anni di duro lavoro. Vuol dire che la passione e il sacrificio possono permettere a chiunque di realizzare i propri sogni”

Reduce da una seconda tappa (Canarie-Martinica) pressoché perfetta, Ambrogio non solo non ha mai perso il comando della flotta, ma ha accumulato un vantaggio sempre crescente sugli inseguitori facendo una rotta impeccabile, mantenendo a tratti anche il primo posto overall.

Dopo una partenza da manuale, l’intouchable Italien, l’italiano imprendibile, come lo chiamano i francesi, è stato sempre attaccato ai primi prototipi, barche sperimentali e performanti, costituzionalmente più veloci dei Serie, o almeno così si pensava prima dell’impresa di Beccaria. Che è riuscito fin da subito a gestire la rotazione del vento, rimanendo sempre in una zona con una buona pressione. Complici le buone condizioni meteorologiche, particolarmente favorevoli per imbarcazioni come Geomag, Ambrogio ha letteralmente dominato la classifica.

Tanto da meritarsi gli elogi di François Jambou, vincitore della regata in categoria Proto: “Se c’è qualcuno che mi ha impressionato in questa regata, quello è Ambrogio. Penso che sia il miglior marinaio che abbia mai visto. È impressionante. Correre con una barca di Serie come se fosse il migliore dei Prototipi, è stato il momento magico della gara. Correva forte, era con noi, o avanti a noi! Mi ha completamente allucinato. Ovviamente quando il vento è un po’ calato, con la mia barca più potente e più leggera ho preso le distanze. Credo che Ambrogio abbia consacrato il livello eccezionale che c’è sui Mini e ciò è un bene per la classe, è un bene per lo sport”.

Ambrogio all’arrivo ha dichiarato: “Una regata stupenda! In partenza c’era tantissimo vento, eravamo tutti molto spaventati e abbiamo tutti fatto qualche cavolata. Io ho strapoggiato e ho rischiato di piegare il bompresso, che per fortuna ha tenuto fino all’arrivo, ma è stata la mia grossa preoccupazione durante questa seconda tappa. Poi ho rischiato di rompere lo spi medio. Infine sono ripartito a palla e mi sono ricordato di quello che dice il mio coach Tanguy Le Glatin, ovvero che bisogna essere i primi a ridurre le vele quando c’è troppo vento e i primi a re-issare più tela degli altri. A questo punto ho spinto tantissimo con lo spi grande ed è stato lì che sono stato davanti ai proto”.

L’impresa è stata commentata anche da Filippo Gallizia, ceo di Geomagworld, un’azienda leader nel settore del giocattolo: “È stata una grande impresa, la realizzazione di un sogno e di un progetto sociale e sportivo. Il fascino del gioco di costruzione stimola la creatività, la fantasia, la tenacia e l’ingegno: questa impresa, unita alla competenza e alla perseveranza di Ambrogio, racchiude tutti i valori di Geomagworld e delle sue persone”.

Infine è intervenuto Alberto Musso, presidente di Tarros Group: “È stata un’impresa fantastica, un’impresa che rimarrà nella storia della vela italiana. Siamo felici di aver navigato con Ambrogio e aver contribuito alla realizzazione di questo sogno che, con il passare dei giorni, è diventato realtà. Ci lega ad Ambrogio la passione per il mare, passione che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo della nostra azienda”.