Ancora segno positivo per il mercato della ski industry che per il terzo anno consecutivo incassa il segno positivo. Dal 2016 a oggi si è registrato infatti un aumento delle vendite di quasi il 20%. È quanto emerge dal report annuale di mercato condotto da FESI (Federation of the European Sporting Goods Industry), di cui Assosport (Associazione nazionale fra i produttori di articoli sportivi) è membro fondatore.

L’indagine si basa sull’interrogazione di 2 brand (tra cui Blizzard, Fischer, Lange, Marker & Dalbello & Völkl, Nordica, Rossignol e Tecnica) con l’obiettivo di fotografare lo stato di salute del settore. Stando al report, nella stagione sciistica 2018/2019 sono stati complessivamente venduti 10.825.044 pezzi fra sci, attacchi e scarponi (dati sell in).

Un numero importante che riaccende l’entusiasmo visto che una vendita di tali volumi non accadeva dal 2011/2012, l’ultima volta che si è superata quota 10 milioni. Uno scenario in cui l’Italia si inserisce con più di mezzo milione di pezzi venduti, più precisamente 633.414 (di cui 223.646 sci, 186.685 attacchi e 223.083 scarponi). La crescita progressiva degli ultimi tre anni che FESI ha rilevato è confermata anche dai dati italiani: nella stagione 2016/2017 i pezzi venduti erano stati 514.402, mentre nel 2017/2018 era stata raggiunta quota 545.182.

In questo senso FESI mette l’Italia ai primi posti fra i Paesi europei le cui vendite sono cresciute di più, insieme a Spagna e Svezia. L’unico mercato europeo a non registrare il trend positivo è il Regno Unito, probabilmente a causa delle incertezze legate a Brexit e all’indebolimento della sterlina.

Se si guarda al mondo uscendo dai confini eruopei, la FESI punta l’attenzione sul Canada che ha fatto registrare risultati interessanti, in particolare alla voce “attrezzatura da sci”. E interessanti si annunciano anche le prospettive legate al mercato giapponese, grazie al Free Trade Agreement (valido dal 1° febbraio 2019), per cui i dazi imposti dal Giappone sugli scarponi da sci cadranno progressivamente.

«La sensazione che abbiamo – commenta il presidente di Assosport Federico De Ponti – è che l’ultimo triennio non rimarrà un caso isolato. I grandi appuntamenti sportivi che ci attendono (i Mondiali di sci alpino del 2021 a Cortina e le Olimpiadi invernali a Milano e Cortina del 2026) promettono di regalare importanti soddisfazioni alle aziende che operano nel mercato della ski industry, vere eccellenze del Made in Italy».