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Manca pochissimo all’inizio di Skipass, il Salone del Turismo e degli Sport Invernali che sarà di scena a Modena dal 31 ottobre al 3 novembre e che aprirà ufficialmente la stagione invernale. Per la sua 26esima edizione la fiera propone un format consolidato con il la tappa di Big Air che promette spettacolo.

Da luglio 2019, ModenaFiere ha un nuovo direttore generale. Si tratta di Marco Momoli, direttore culturale di BolognaFiere con cui continua un rapporto di collaborazione e chiamato a sostituire Fabio Fantuzzi, oggi in pensione.

Come ha accolto la proposta di ricoprire questa nuova carica all’interno di ModenaFiere?
“Sicuramente con grande entusiasmo. Arrivo da BolognaFiere e continuo a lavorarci ormai da 27 anni quindi un bel po’”.

Lo Skipass d Momoli sarà diverso?
“Sono arrivato il 1 luglio e anche volendo avrei fatto fatica a cambiare delle cose. I tempi organizzativi dietro un evento del genere sono lunghi e in ogni caso non avrei cambiato praticamente niente perché l’ultima edizione ha fatto registrare un grandissimo successo. La formula che proponiamo ricalcherà quella dell’ultima edizione”.

Squadra che vince non si cambia?
“Esattamente. Anzi, devo ringraziare tutte le persone che lavorano dietro alle quinte perché è una macchina complessa e per niente facile da gestire. È un’esperienza bella, nuova e spero di riuscire a continuare a fare della manifestazione quello che è già adesso, un punto di riferimento sia per il pubblico che per il mondo del retail, del turismo, dei gestori d’impianti. Parliamo di un mondo immenso che vanta 10 miliardi di fatturato”.

Quanto conta l’ambito b2b nel mondo di Skipass?
“È un aspetto molto importante anche se nel corso degli anni si è indirizzata maggiormente al consumatore finale, soprattutto per il periodo in cui va in scena. Il mercato è cambiato, si sono modificati gli equilibri tra acquisto e noleggio e questo sicuramente ha variato anche il modo in cui si fa fruizione del mondo neve soprattutto a livello di attrezzatura. L’aspetto b2b non è andato perso, anzi lo ha implementato coinvolgendo non solo brand dedicati ai prodotti, ma tutto il sistema neve”.

Chi è il visitatore di Skipass?
“Il pubblico che viene qui lo fa per un interesse specifico, non a curiosare. Si tratta di un consumatore appassionato e attento. Qui possono entrare in contatto con le proposte delle divere regioni e gli impianti di risalita con le loro offerte. È importante guardare anche alle Olimpiadi del 2026 verso cui bisognerà cominciare a fare dei ragionamenti per diventare una cassa di risonanza dei contenuti”.

Neve a 360°? Quali discipline saranno rappresentate?
“Cercheremo di muoverci in tutte le direzioni. Già gli anni scorsi c’era una pista di pattinaggio, spazio dedicato allo sci di fondo, allo snowboard, ma anche arrampicata, slackline e altre realtà che riguardano la montagna nel suo insieme. Questa è una strada su cui vogliamo muoverci sempre di più. Io seguo il principio della neutralità verso le discipline al fine di rappresentarle tutte, il meglio possibile”.