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22 Agosto 2019

Per il secondo anno consecutivo, Patagonia propone il progetto Worn Wear Tour  in diverse località iconiche del surf. A Hossegor, Lahinch e altri spot europei, sarà possibile far riparare gratuitamente dal team Worn Wear le proprie mute e attrezzature, di qualsiasi marchio esse siano appoggiando la filosofia del riparare invece che acquistare.

Ideata nel 2013, la campagna Worn Wear è stata creata per incoraggiare le persone a prendersi cura dei propri capi, aggiustandoli per fare in modo che durino il più a lungo possibile il tutto con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale complessivo e proteggere il nostro pianeta.

Inizialmente il tour toccava destinazioni di montagna offrendo servizi di assistenza nelle località sciistiche d’Europa, ma dallo scorso anno è stato lanciato anche il tour estivo con delle vere e proprio sartorie su ruote che attraversano il vecchio continente dal 13 agosto fino al 27 settembre. Il rivolgere un occhio di riguardo al mondo del surf è in linea con i passi che Patagonia sta muovendo in questo settore.

Nel 2018 infatti Patagonia ha realizzato la sua linea di mute Fair Trade Certified e lo affatto appoggiandosi a Sheico, la più grande fabbrica di mute al mondo. In questo modo l’azienda californiana ha incentivato le altre aziende ad unirsi alla causa e a sostenere i collaboratori che lavorano alla realizzazione dei prodotti.

Ma questo è solo l’ultimo atto di un processo iniziato prima, ovvero nel 2016 con il lancia in autunno della prima muta al mondo senza neoprene firmata Patagonia e creata con gomma naturale Yulex, proveniente da fonti certificate Forest Stewardship Council da Rainforest Alliance.

Dave Rastovich, surfer e attivista globale di Patagonia, afferma: “Le aziende delle quali ci avvaliamo non sono solo piene di macchinari, sono anche piene di persone con famiglie, storie e un futuro che è stato trascurato dal settore per troppo tempo. Il commercio equo estende un senso di valore, riconoscimento e rispetto nei confronti di quei membri di una famiglia che sono spesso spinti ai margini”.

THIS PHOTO IS TO BE USED ONLY TO PROMOTE PATAGONIA PRODUCTS. Authorized for licensed dealers – NO third party use. Photo rights expire on Feb 1, 2020. PHOTO CREDIT: Al Mackinnon / “Patch Wilson”

Belinda Baggs, surfer e attivista globale di Patagonia, aggiunge: “I surfisti sono collegati alla natura attraverso un legame speciale e, se verranno sensibilizzati su argomenti di cui non si è mai parlato nel mondo del surf, credo che pretenderanno sempre più un cambiamento nei prodotti che utilizzano. Ad esempio, conosciamo le conseguenze dell’inquinamento creato dalla produzione di neoprene. Ora che sono disponibili alternative ad alte prestazioni come lo Yulex, vedo un movimento che cresce e che richiede nuovi materiali e migliori metodi di produzione”.