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25 Settembre 2018

Il titolo di Nike, dall’inizio 2018, è stato protagonista indiscusso avendo fatto registrare la miglior performance di Borsa sul Dow Jones. Le azioni del brand hanno guadagnato oltre 36 punti percentuali dall’inizio dell’anno, meglio di quanto fatto da altri giganti a stelle e strisce come Microsoft (+33,6%) e Visa Inc (+31,6 per cento). Venerdì scorso il gruppo dello sportswear ha messo a segno un nuovo record, con il titolo che ha toccato quota 86 dollari.

Di certo un iter che non è stato semplicissimo quello di Nike, soprattutto negli ultimi mesi con i diversi episodi di discriminazione e sessismo seguiti dalle scuse pubbliche del CEO Mark Parker e all’adeguamento di stipendio per circa 7.500 dipendenti.

La pay review globale dell’azienda è stata attuata nel tentativo di migliorare le condizioni di lavoro. Il dato accolto con maggior favore dal mercato è stata la ripresa del mercato domestico nel quarto trimestre d’esercizio, quando le vendite di Nike hanno registrato un aumento del 13% a 9,8 miliardi di dollari (8,3 miliardi di euro), mentre gli utili sono cresciuti del 13% a 1,1 miliardi, o 69 centesimi per azione, meglio dei 65 centesimi per share stimati da Wall Street.

Nei tre mesi al 31 maggio 2018 il numero uno dello sportswear ha ritrovato il segno più in Nord America, suo mercato di riferimento, dove le vendite sono aumentate del 3 per cento. Nell’area Emea, il fatturato è cresciuto del 10%, mentre la Cina ha segnato un balzo del 25 per cento.