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Gli introiti del mondo snow subiscono un calo globale

Alcuni segnali erano stati lanciati, ma è alla fine della stagione che si può davvero fare un bilancio. Ansa riporta una notizia secondo cui “Nonostante le abbondanti precipitazioni, la stagione dello sci in Valle d’Aosta si appresta a chiudere in ‘rosso‘. E’ quanto emerge dai dati che Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana impianti a fune (Avif), ha consegnato alla quarta Commissione della Regione Valle d’Aosta. Una notizia che sicuramente mette lunci e ombre su un mercato che negli ultimi anni ha sofferto e non poco a causa della mancanza della neve.

Questo trend è in linea con ciò che aveva concluso e messo in evidenza il 2017 International Report on Snow & Mountain Tourism, giunto alla sua nona edizione. Si tratta di un’indagine che riguarda tutto il mondo, ovunque ci sia un impianto di risalita e si promette di analizzare lo stato di salute globale del settore. Un report che non sembra essere così è ottimista, evidenziando cali anche in paesi storicamente legati al fattore neve, come l’Austria.

Secondo l’International Report on Snow & Mountain Tourism dello scorso anno sembra che ovunque l’industria si trovi ad affrontare la sfida del generare una crescita a lungo termine. In molte località il mercato è più che maturo ed i baby-boomers (coloro che sono nati nel periodo del boom demografico – NdT) rappresentano la maggioranza dei praticanti. Questa generazione uscirà progressivamente da alcuni dei mercati maturi senza essere adeguatamente sostituita da generazioni future che abbiano nei confronti dello sci lo stesso entusiasmo.

Ovunque la sfida è rappresentata dal riuscire ad attrarre una generazione più giovane che ha differenti modelli di consumo, che passa rapidamente da un interesse all’altro e che presenta una fortissima richiesta di tutti i tipi di attività competitive. La chiave è rappresentata dall’innovazione e dalla gestione dei rapporti con i clienti. Il primo aspetto non va a toccare soltanto gli impianti di risalita, ma tutto ciò che riguarda il miglioramento dell’esperienza in montagna e in alcuni Paesi questo inizia dalle strutture ricettive.

Se l’industria non saprà come trasformare il noioso processo dell’apprendimento in un momento di grande divertimento, non sarà in grado di catturare l’interesse della nuova generazione di potenziali sciatori, che invece è disperatamente necessaria per riempire le strutture turistiche di nuova costruzione in Asia ed in Europa Orientale e per rinnovare la clientela base dei baby-boomers nei mercati tradizionali.