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C’è anche Patagonia tra le 2337 che hanno ottenuto la certificazione di B Corp, ovvero che hanno deciso volontariamente di perseguire, al pari del profitto, un’ulteriore finalità. Ovvero, la possibilità di ottenere nell’esercizio dell’attività economica un impatto positivo sulla società e sul pianeta, per contribuire a vincere le più importanti sfide del secolo, come riassume il Nobel per l’economia Robert Shiller, uno dei più autorevoli sostenitori del movimento.

Il brand californiano ha raggiunto la certificazione a gennaio 2012, ulteriore segno dell’impegno di Patagonia nei confronti del pianeta.

Pochi giorni fa, la comunità italiana delle B Corp si è riunita a Milano per festeggiare il primato europeo raggiunto nel corso del 2017 per numero di aziende che hanno superato il processo di certificazione internazionale più severo del business. Delle 2337 selezionate su oltre 70.000 aziende in 60 paesi, 80 sono italiane.

L’Università di Harvard ritiene che sia il modello di impresa necessario per creare un futuro prospero e che abbia la forza di trasformare il corso del capitalismo. Il modello è nato negli Stati Uniti nel 2006 e si è rapidamente sviluppato in tutto il mondo. L’Italia è presto diventata anche terreno di innovazione ulteriore sul tema, quando a gennaio 2016 è diventato il primo Stato al mondo, al di fuori degli Stati Uniti, ad introdurre nel proprio ordinamento anche una forma specifica per riconoscerle e promuoverle: la Società Benefit. In questi mesi si sono trasformate in Società Benefit più di 200 aziende italiane.