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Ne avevamo già parlato come di una iniziativa assolutamente meritevole dell’attenzione della nostra rivista (vedi articolo) e pertanto siamo felici di potervi aggiornare in merito. Si tratta del cosiddetto Orto Salewa, realizzato per volere del presidente del gruppo Heiner Oberrauch, che aveva adibito alcuni suoi terreni di proprietà (3.000 metri quadrati) ad orti nei quali sono stati impiegati quindici tra rifugiati e migranti provenienti da diversi centri di accoglienza di Bolzano.  Imparando così le tecniche dell’agricoltura biologica e producendo verdure e altri prodotti destinati, fra l’altro, anche a un ristorante stellato dell’area bolzanina.

L’IDEA

A dare l’idea è stata però la giovane Stephanie Völser, Executive Assistant del Presidente e ora responsabile del progetto. Impegnata dall’inizio del 2016 nel movimento Binario 1 di assistenza e supporto ai rifugiati e migranti che arrivano a Bolzano, ha convinto il proprio Presidente a mettere a disposizione un’ampia area del terreno antistante la moderna sede del gruppo. Il tutto per favorire il processo di integrazione, considerato una delle possibili chiavi di volta per il futuro di un’Europa sempre più multietnica. 

UNA RETE CHE CRESCE

Evidentemente il terreno dell’Orto Salewa non era fertile solo per l’insalata, ma anche per far sbocciare nuove partnership con alcune aziende locali, che hanno aderito al progetto creando attorno ai rifugiati e migranti una ampia rete di solidarietà. Non appena è cominciata a circolare la notizia del progetto, Gregor Wenter ed Egon Heiss, rispettivamente proprietario e chef stellato del ristorante Bad Schörgau a Sarentino, si sono fatti vivi per chiedere di diventare clienti dei prodotti dell’Orto Salewa. Inoltre Egon Heiss ha procurato anche il fertilizzante organico che insieme al compost fornito gratuitamente da Bioenergia Trentino.

La rete di solidarietà è cresciuta nel tempo. Gli attrezzi agricoli sono stati forniti gratuitamente dal Consorzio Agrario di Bolzano e attualmente sono depositati in un container messo a disposizione dalla ditta Niederstätter che si occupa di noleggio di materiali e attrezzature per l’edilizia. Inoltre, il Gardencenter Biasion si è da subito appassionato al progetto offrendo tutte le piantine per l’orto. Infine, un requisito essenziale è stato risolto dalla collaborazione con la cooperativa sociale OfficineVispa, che ha consentito di superare alcuni ostacoli di carattere burocratico integrando i rifugiati e migranti come soci della cooperativa.

IL COINVOLGIMENTO DEI DIPENDENTI 

Un aspetto speciale del progetto è che anche i dipendenti del gruppo Salewa-Oberalp sono diventati essi stessi sostenitori dell’iniziativa. Infatti ogni anno a Natale viene organizzata una lotteria aziendale di beneficienza che consente di scegliere tra quattro progetti sociali da finanziare. L’importo raccolto viene poi decuplicato dall’azienda, e in questo modo sono stati raccolti oltre 7.000 euro destinati all’Orto Salewa.

Dati e numeri:

– Superficie: 3.000 mq circa

– Rifugiati e Migranti impegnati: 15 (Senegal: 6; Gambia: 3; Kurdistan: 2; Mali: 2; Congo: 2)

– Volontari: 5

– Varietà coltivate: Insalata, Sedano, Rucola, Zucchini, Pomodori, Cetrioli, Basilico, Rosmarino, Erba cipollina, Menta, Prezzemolo, Mais, Zucca, Finocchio, Barbabietola rossa, Bietola, Fagioli, Patate, Cavolo, Cavolo rapa, Cavolfiore, Spinacci Cavolo riccio, Cipolla, Peperoni, Peperonicini, Melone, Lamponi, Bacche di Goji, Ribes , Mirtilli americani

– Consegna: giovedì dalle ore 18:00 alle 19:00 presso l’orto accanto al Salewa Bivac, Bolzano